Ogni caso di Crucigialli comincia allo stesso modo: non con una griglia, ma con un delitto. Prima ancora di disegnare una singola casella, bisogna decidere chi è la vittima, chi potrebbe averla uccisa, con cosa e dove — perché è da questi tre elementi che dipende tutto il resto del puzzle.
Ogni caso ha tre parole soluzione: l'assassino, l'arma e il luogo del delitto. La particolarità è che una delle tre — di solito l'arma — non compare mai fisicamente nella griglia. È elencata tra le parole da cercare, ma il giocatore non la troverà mai scritta tra le lettere: la sua assenza è di per sé il primo indizio.
Le altre due parole, invece, si nascondono nel modo più insolito: non sono tra le parole "ufficiali" da cercare, ma sono scritte proprio nelle caselle che restano vuote una volta trovate tutte le altre parole a tema. Solo leggendo quelle lettere residue, nell'ordine giusto, il giocatore scopre chi è l'assassino e dove è avvenuto il delitto.
Il processo parte sempre dalla narrazione. Si sceglie un'ambientazione (una pasticceria, un centro congressi, un club nautico, una villa isolata), tre possibili sospettati con un nome credibile, un luogo del delitto e un'arma plausibile — mai un oggetto vuoto, in tessuto o puramente decorativo: deve poter ferire davvero, per restare credibile.
Solo a questo punto si scrive la storia vera e propria, breve e diretta, che introduce vittima e sospettati senza mai nominare esplicitamente né il luogo del delitto né l'arma: se comparissero nel testo, smetterebbero di essere un indizio da scoprire.
Una volta pronti storia e nomi, entra in gioco la parte più tecnica: costruire una griglia che funzioni davvero. Non tutte le combinazioni di lunghezza tra nome dell'assassino e nome del luogo si dispongono bene in una griglia — alcune combinazioni troppo corte o troppo lunghe rischiano semplicemente di non trovare mai spazio tra le celle rimaste libere.
Per questo, prima di fissare i nomi in modo definitivo, ogni caso viene testato con centinaia di generazioni di prova, per verificare che tutte le combinazioni possibili tra sospettati e luoghi abbiano davvero una possibilità di comparire nella griglia finale. Solo dopo questa verifica si passa alla generazione delle griglie vere e proprie, che devono rispettare anche criteri estetici precisi: un buon numero di incroci tra le parole, diagonali disposte in direzioni diverse, e una distribuzione delle lettere che non lasci zone troppo vuote o troppo affollate.
Da centinaia di griglie generate, solo le migliori — quelle con incroci più ricchi e una copertura equilibrata di tutte le possibili combinazioni assassino-luogo — vengono selezionate per finire nel libro.
Ogni caso di Crucigialli viene scritto e verificato singolarmente: nessun nome, luogo o arma viene riutilizzato da un caso all'altro, ed è lo stesso per i nomi delle vittime. Anche l'equilibrio tra vittime uomini e donne viene tenuto sotto controllo lungo tutto il libro, così come la plausibilità fisica di ogni arma scelta.
È un processo lento, fatto di piccoli aggiustamenti — una lunghezza di parola cambiata, un'arma sostituita perché già usata in un caso precedente, una griglia rigenerata perché la distribuzione non convinceva. Ma è proprio questo lavoro invisibile a rendere ogni caso di Crucigialli un piccolo giallo a sé, risolvibile solo lettera per lettera.
Fonti consultate:
Materiale di produzione interno del progetto Crucigialli
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