caso 5: L'ultima mano della notte al Casinò Bellavista
Al Casinò Bellavista il sabato sera non finiva mai prima delle cinque del mattino, e Silvano Bertazzi, direttore di sala da vent'anni, era sempre l'ultimo a spegnere le luci del tavolo centrale. Quella notte, però, la sala restò illuminata ben oltre l'orario di chiusura.
Fu una cameriera a notarlo, seduto alla scrivania del suo ufficio con la penna ancora scoperta sopra un rapporto mai firmato. Sul tavolo, le fiches dell'ultima mano non erano state ancora incassate.
Tre persone erano rimaste in servizio quella notte:
GIADA
capo croupier da anni, che Silvano aveva appena informato della sua sostituzione con un sistema automatico di controllo puntate.
LUIGI
responsabile della sicurezza, che temeva l'indomani sarebbe emerso il suo coinvolgimento nelle telecamere manomesse del retro.
IRENE
cassiera capo, che Silvano aveva convocato per il mattino dopo per parlarle di alcune discrepanze nei conteggi delle vincite degli ultimi mesi.
Nessuno degli ingressi principali risultava forzato quella notte. L'assassino ha lasciato le sue tracce nelle parole. Trovale.
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