caso 8: Il silenzio del Forno Alba Nuova
Il Forno Alba Nuova apriva ogni mattina alle cinque, ininterrottamente da tre generazioni. Quella notte, però, le luci restarono accese ben oltre l'orario di chiusura. All'alba, i primi clienti trovarono la saracinesca a metà e Rosalba Conti, titolare da appena due anni dopo aver rilevato l'attività, riversa a terra tra i sacchi di farina.
Tre persone erano rimaste in servizio quella notte:
DARIO
giovane apprendista, viveva nel terrore di essere licenziato dopo che Rosalba aveva scoperto un ammanco di cassa che lui giurava di non aver causato.
LORENZA
commessa da sempre nel locale, non aveva mai accettato che la nuova gestione le avesse tolto le chiavi del negozio, affidate invece a un fidato collaboratore esterno.
FEDERICO
fornitore storico di farine, temeva che il rinnovo del contratto — ormai scaduto da settimane — non sarebbe mai arrivato, dopo le voci di un accordo di Rosalba con un concorrente.
Nessuna finestra forzata, nessun allarme scattato: chi era entrato sapeva muoversi tra i locali come fosse casa propria. L'assassino ha lasciato le sue tracce nelle parole. Trovale.
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