Nel resto del mondo un romanzo con un delitto, un'indagine e un colpevole da scoprire si chiama crime, polar, Krimi, novela negra. Solo in Italia lo chiamiamo giallo. Non c'entra il simbolismo del colore né l'idea del pericolo: è una questione di copertine. E una storia che ci riguarda da vicino, visto che anche il nome Crucigialli nasce da qui.
Alla fine degli anni Venti i romanzi polizieschi spopolano in Inghilterra e negli Stati Uniti, mentre in Italia sono ancora poco conosciuti e considerati letteratura di serie B. Arnoldo Mondadori decide di scommetterci. Insieme a Lorenzo Montano, scrittore e grande collezionista di narrativa poliziesca inglese, lancia una nuova collana: "I Libri Gialli".
Sulla data precisa le fonti non coincidono. La Fondazione Mondadori colloca a marzo 1929 la decisione di avviare la collana. Altre fonti indicano luglio come mese di uscita del primo numero, mentre il Giornale della Libreria parla di settembre per i primi quattro titoli. L'anno, il 1929, è invece certo.
La collana parte con quattro libri scelti apposta per essere diversi tra loro, così da capire cosa piacesse al pubblico:
La strana morte del signor Benson di S.S. Van Dine, il numero 1;
L'uomo dai due corpi di Edgar Wallace;
Il club dei suicidi di Robert Louis Stevenson, una raccolta di racconti;
Il mistero delle due cugine di Anna Katharine Green.
Costano 5,50 lire e il successo è immediato. Secondo Mondadori, i primi quattro titoli superano insieme le 50.000 copie vendute nel primo mese. Una ricerca dell'Università Cattolica sull'archivio editoriale riporta un dato diverso, riferito al solo primo volume: 33.344 copie in quattro edizioni successive, stampate a breve distanza. Le due cifre misurano cose diverse e non sono necessariamente in contraddizione, ma è bene tenerle distinte.
Qui arriva la parte più interessante: una risposta definitiva non esiste. Le fonti riportano tre ipotesi principali.
1. Distinguersi dalle altre collane. Mondadori aveva già collane riconoscibili dal colore: i libri azzurri per gli autori italiani, i libri verdi per la storia romanzata. Serviva un colore nuovo per un genere nuovo. È l'ipotesi considerata più probabile.
2. Il bozzetto di copertina. Secondo un'altra versione, il giallo sarebbe semplicemente il colore del cartoncino su cui era stato disegnato il primo bozzetto.
3. Un modello straniero. Nel 1936 Alberto Tedeschi, storico direttore della collana, raccontò che l'idea veniva da un editore americano che aveva già vestito i suoi polizieschi di un giallo vistosissimo. Altre ricostruzioni indicano invece un editore inglese, Hodder & Stoughton, che dal 1926 pubblicava romanzi di Edgar Wallace con copertine gialle. Le fonti divergono sulla nazionalità dell'editore, ma concordano sul fatto che il giallo per i polizieschi esistesse già all'estero.
Molti articoli divulgativi aggiungono un quarto motivo: il giallo si nota da lontano in edicola. È plausibile, ma nessuna delle fonti editoriali lo indica come ragione della scelta. Tra l'altro la collana nacque per le librerie e arrivò nelle edicole solo in un secondo momento.
Nei primi quattro numeri l'illustrazione di copertina è chiusa in un esagono rosso. Dal numero 5, La fine dei Greene di Van Dine, l'esagono diventa un cerchio rosso, disegnato dall'illustratore olandese Salomon van Abbé. Giallo di fondo e cerchio rosso diventano un marchio riconoscibile a colpo d'occhio, che arriva fino ai giorni nostri.
Il fascismo guardò con sospetto a un genere pieno di delitti e poliziotti stranieri, e durante la guerra le pubblicazioni si interruppero. Nel 1946 la collana riparte in edicola con un nuovo nome, "I Gialli Mondadori". Al traguardo dei 90 anni, nel 2019, la serie regolare aveva superato i 3.200 numeri.
Nel frattempo la parola aveva già fatto il salto: da colore di una collana a nome di un intero genere. Oggi diciamo "un film giallo", "un giallo di cronaca", "il giallo della camera chiusa". Andrea Camilleri lo riassumeva così: in Italia il giallo è tale solo in quanto colore di copertina.
Fuori dall'Italia nessuno chiama questi libri con un colore. In Francia si parla di roman policier, in Germania di Kriminalroman, in Spagna di novela policíaca o novela negra. Nel mondo anglosassone i nomi cambiano secondo il tipo di storia: detective novel quando conta l'indagine, thriller quando conta la tensione, mystery quando al centro c'è l'enigma.
Il caso italiano è unico: un'intuizione editoriale è diventata parola di uso comune.
Delitto, indizi, sospettati, soluzione: sono gli ingredienti del giallo da quasi cento anni. Sono anche gli ingredienti di ogni caso Crucigialli, dove le parole nascoste nella griglia sono gli indizi per arrivare al colpevole.
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Fonti consultate:
Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, Il Giallo Mondadori
Gruppo Mondadori, La nostra storia: 1929 e Gialli Mondadori
Università Cattolica del Sacro Cuore – Collezioni Speciali, Il colore che definì un genere letterario
Giornale della Libreria, I Gialli Mondadori compiono 90 anni
SoloLibri, Romanzi gialli: perché si chiamano così?
Wikipedia, Il Giallo Mondadori
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