caso 9:Dopo l'ultima nota
Le luci della sala prove erano ancora accese quando il custode notturno trovò il maestro Serafino Corelli riverso ai piedi del leggio, la partitura ancora aperta sulla pagina dell'ultimo atto. All'Accademia Vocale Serafini nessuno lasciava mai le chiavi a qualcun altro, eppure quella sera tre persone avevano avuto accesso alla sala.
EUFEMIA
insegnante di tecnica vocale, portava ancora il peso di anni passati a rivendicare un ruolo di direzione che Corelli le aveva sempre negato.
ARISTIDE
baritono affermato e allievo di lunga data, temeva che il maestro volesse escluderlo dal debutto della stagione dopo una discussione mai davvero chiarita tra i due.
ODOARDO
pianista accompagnatore, sapeva che Corelli aveva scoperto delle irregolarità nei conti dell'Accademia di cui lui era il diretto responsabile.
Il custode giurò di non aver sentito nulla, nessun grido, nessun rumore di lotta: solo il silenzio innaturale di una sala che avrebbe dovuto essere vuota da ore. L'assassino ha lasciato le sue tracce nelle parole. Trovale.
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